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| Gestione clinica delle tossicità ARV correlate |
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| Numerosi studi osservazionali e retrospettici suggeriscono che la differenza di sesso può influenzare la frequenza e la severità degli eventi avversi. La donna HIV positiva che inizia una terapia antiretrovirale può presentare una maggiore incidenza di tossicità rispetto all’uomo e di conseguenza una più ridotta compliance. Alla base di tali differenze ci sono varie motivazioni. Fattori demografici come sesso, età, BMI, razza influenzano la farmacocinetica di molte molecole. Molti dei farmaci antiretrovirali ad esempio presentano più alte concentrazioni o hanno una ridotta clearance nelle donne con più alto rischio di tossicità. Inoltre l’associazione della terapia antiretrovirale a contraccettivi orali, terapie ormonali sostitutive o farmaci antidepressivi possono determinare variazioni importanti nella farmacocinetica favorendo tossicità e/o alterazioni nella risposta immunovirologica. |
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| Anche se la HAART ha avuto un ruolo determinante nella cronicizzazione dell’infezione da HIV, la terapia a lungo termine ha scatenato importanti implicazioni metaboliche quali lipodistrofia, dislipidemia, insulino resistenza e/o diabete e alterazioni ossee in entrambi i sessi. Alcune di queste sono più
frequenti nel sesso femminile. L’obesità trunculare associata a lipoatrofia degli arti viene descritta maggiormente nelle donne. La percezione del cambiamento corporeo causata dalla terapia antiretrovirale nel sesso femminile è una delle maggiori cause di autosospensione terapeutica. Le donne in terapia
con inibitori delle proteasi ,specialmente quelle in sovrappeso, risultano essere a maggior rischio di diabete. Il rischio di patologie cardiovascolari è più frequente nell’uomo rispetto alla donna in età fertile, tuttavia non ci sono studi che dimostrino che tale differenza persista una volta che
la donna entri in menopausa. Le donne HIV positive presentano un decremento di BMD rispetto alle non infette indipendentemente dalla terapia antiretrovirale: la menopausa potrebbe rappresentare un rischio aggiuntivo di osteopenia e/o osteoporosi. |
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| Ci sono scarse informazioni sull’incidenza e prevalenza di patologie renali nella popolazione femminile HIV: sembrerebbe che la comparsa di alterazioni renali è associata a maggior rischio di mortalità rispetto alla popolazione HIV negativa. |
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| La depressione è un fattore comune a molte donne più frequentemente associato alla sieropositività. In un recente studio è stato dimostrato che la condizione di depressione è associato a immunodepressione e aumento della mortalità: ciò potrebbe essere giustificato da una ridotta compliance. |
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In conclusione la differenza di sesso può influire sulla storia naturale dell’infezione e sulla risposta alla HAART attraverso meccanismi che non sono chiari. |
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Coordinatori Scientifici |
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A.
d’Arminio Monforte
Clinica Malattie Infettive e Tropicali, Azienda Ospedaliera, Polo Universitario San Paolo, Milano
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G. Ippolito
Istituto Nazionale per le Malattie Infettive IRCCS Lazzaro Spallanzani, Roma
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Coordinatori di Area |
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Maternità e Gravidanza
G. Liuzzi
Istituto Nazionale per le Malattie Infettive IRCCS Lazzaro Spallanzani, Roma |
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Screening e Counselling
N. Orchi
Istituto Nazionale per le Malattie Infettive IRCCS Lazzaro Spallanzani, Roma |
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MST e Aderenza
A. Ammassari
Istituto Nazionale per le Malattie Infettive IRCCS Lazzaro Spallanzani, Roma |
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Tossicità
T. Bini
Clinica di Malattie Infettive e Tropicali, Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatra, Azienda Ospedaliera, Polo Universitario San Paolo, Milano |
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