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| Il counselling ed il test HIV nella donna |
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| L’epidemia da HIV tra le donne si sta espandendo in modo allarmante in tutto il mondo dove le donne rappresentano la metà delle persone infette. Attualmente più di un quarto delle nuove diagnosi di infezione da HIV è riportato nel sesso femminile. La principale modalità di trasmissione del virus tra le donne è la via eterosessuale ed alcuni fattori quali la presenza concomitante di altre infezioni sessualmente trasmesse (IST), l’età molto giovane ai primi rapporti, l’uso di alcool e sostanze stupefacenti, la mancanza di informazione possono aumentare il rischio di trasmissione. Inoltre svolgono un ruolo determinante le dinamiche di relazione con l’altro sesso. Infatti le donne rappresentano una popolazione estremamente vulnerabile nei confronti dell’infezione da HIV non solo per fattori fisiologici e biologici che le rendono più recettive degli uomini alla trasmissione eterosessuale, ma soprattutto per motivazioni sociali e culturali che in molte realtà le costringono a ruoli di dipendenza e sottomissione. Gli effetti della disparità di condizione delle donne rispetto all’altro sesso, e in molti paesi una condizione sociale svantaggiata e di discriminazione, interferiscono con l’adozione di comportamenti sicuri prima, e con l’accesso e l’aderenza alle cure poi. |
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| Il problema della diffusione dell'HIV riguarda tutte le donne, perché ogni donna può essere a rischio di infezione. Purtroppo ancora molte donne ricevono una diagnosi di infezione occasionalmente, o perché il loro partner si ammala. Non appartenendo ai tradizionali gruppi a rischio per HIV, esse non considerano i propri comportamenti a rischio e molte di loro sono ignare dei comportamenti a rischio dei propri partner. Spesso sono gli stessi medici curanti che ignorano l’infezione da HIV, ritenendo ancora oggi che questa sia prerogativa di particolari “categorie a rischio”, o che sentendosi in difficoltà preferiscono non affrontare l’argomento.. Eppure l’esecuzione del test, oltre ad essere una opportunità di diagnosi tempestiva, nelle realtà a bassa prevalenza come quella del nostro paese, può rappresentare un’ottima occasione di prevenzione. La donna può in quel momento ricevere informazioni essenziali sull'infezione da HIV e sulle altre IST, e prendere coscienza dei propri comportamenti così da adottarne nuovi e diversi, più sicuri. |
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| L’infezione da HIV colpisce le donne principalmente in età fertile, con notevoli implicazioni sulla sfera ginecologica e riproduttiva. Molte donne eseguono il test HIV su suggerimento del ginecologo a causa di infezioni genitali ricorrenti o per la comparsa di IST. Per altre donne, soprattutto per quelle più disagiate socialmente o emarginate, è spesso la gravidanza a rappresentare il primo momento di contatto con i servizi sanitari, e l’occasione per l’esecuzione del test HIV. Lo screening di HIV nel primo trimestre di gravidanza è ormai procedura più che consolidata per la riduzione del rischio di trasmissione perinatale perché la conoscenza dello stato di infezione permette di avviare tempestivamente interventi appropriati per la salute della donna e del nascituro. Il test va eventualmente ripetuto a termine di gravidanza se non si è a conoscenza dello stato sierologico del partner. Tuttavia il coinvolgimento di quest’ultimo, quando possibile, ed eventualmente la prescrizione del test alla coppia e non solo alla donna all’inizio della gravidanza o per la programmazione della stessa, dà la possibilità anche all’uomo di ricevere un counselling preventivo, o, eventualmente una diagnosi precoce. |
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| La diagnosi di infezione nella donna in età fertile implica inevitabilmente la discussione delle problematiche legate alla riproduzione. Molte donne potrebbero vedere nell’infezione un ostacolo al loro desiderio di maternità. Solo attraverso una informazione corretta e mirata la donna può operare la scelta più giusta per la sua vita e pianificare più serenamente il suo futuro e quello del suo bambino. La disponibilità di nuovi e più efficaci farmaci antiretrovirali, sia a scopo clinico-terapeutico che preventivo, ha comportato che sempre più donne consapevoli dello stato di infezione decidano di intraprendere il progetto di maternità. |
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| L’approccio all’infezione da HIV è decisamente diverso nelle donne. In considerazione delle differenze tra i due sessi, nel 2002 l’organizzazione mondiale della sanità ha pubblicato un documento di indirizzo e di raccomandazioni affinché le differenze di genere siano tenute bene in conto dalle Istituzioni, governative e non governative, nella definizione di programmi di ricerca, di prevenzione e di intervento in risposta all’epidemia da HIV: ignorare gli aspetti inerenti le differenze di genere rischierebbe di rendere inefficaci tali programmi e di vanificare ogni sforzo. (Integrating Gender into HIV/AIDS Programmes, WHO 2002). |
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| La donna deve ricevere informazioni essenziali e corrette sull'infezione da HIV e sulle altre IST per poter meglio conoscere le loro ripercussioni sulla sua salute. Perché la donna possa ricevere la migliore forma di assistenza possibile è necessario però il coinvolgimento di più figure professionali che integrandosi tra loro offrano alla donna una effettiva presa in carico che la accompagni lungo il percorso della sua vita ed ancora di più in gravidanza. Solo attraverso un sistema sanitario integrato che garantisca un reale sostegno socio-sanitario, con il coinvolgimento anche del territorio, per quanto riguarda la diagnosi precoce, ed con un’effettiva informazione, per quanto riguarda i rischi e le opportunità, si può rendere la donna libera di operare scelte responsabili. |
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Coordinatori Scientifici |
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A.
d’Arminio Monforte
Clinica Malattie Infettive e Tropicali, Azienda Ospedaliera, Polo Universitario San Paolo, Milano
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G. Ippolito
Istituto Nazionale per le Malattie Infettive IRCCS Lazzaro Spallanzani, Roma
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Coordinatori di Area |
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Maternità e Gravidanza
G. Liuzzi
Istituto Nazionale per le Malattie Infettive IRCCS Lazzaro Spallanzani, Roma |
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Screening e Counselling
N. Orchi
Istituto Nazionale per le Malattie Infettive IRCCS Lazzaro Spallanzani, Roma |
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MST e Aderenza
A. Ammassari
Istituto Nazionale per le Malattie Infettive IRCCS Lazzaro Spallanzani, Roma |
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Tossicità
T. Bini
Clinica di Malattie Infettive e Tropicali, Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatra, Azienda Ospedaliera, Polo Universitario San Paolo, Milano |
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