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| Maternità e gravidanza |
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| L’AIDS all’inizio è stata una sindrome al maschile interessando per la maggior parte omosessuali e tossicodipendenti maschi ed emofilici. Tutte le prime informazioni sulla storia naturale dell’infezione da HIV derivano da studi effettuati su coorti di questi soggetti. |
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| La focalizzazione delle ricerche sulle donne sieropositive era soprattutto rivolta al problema della trasmissione dell’infezione dalla madre al bambino. |
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| Attualmente in molti paesi il tasso di infezione da HIV sta crescendo più velocemente nelle donne che in ogni altro gruppo e la trasmissione eterosessuale risulta la via principale di trasmissione. Inoltre si osserva un aumento del numero di donne con infezione da HIV in età fertile. In questi casi la discussione sul desiderio di gravidanza prima e la gravidanza poi rimangono punti importanti nell’assistenza alla donna HIV positiva in età fertile. |
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La consulenza preconcezionale consente di valutare la possibilità di contraccezione per evitare gravidanze indesiderate, di discutere dell’effetto della gravidanza sulla eventuale progressione della malattia da HIV, dei possibili rischi dei trattamenti aantiretrovirali in gravidanza e dei successi ottenuti nella riduzione del tasso di trasmissione verticale. Diventa inoltre un momento fondamentale in cui discutere come lo stato di salute della madre HIV positiva può essere ottimizzato al fine di ottenere una possibile gravidanza attraverso il trattamento antiretrovirale, una profilassi adeguata per le infezioni opportunistiche e supplementi nutrizionali.
La terapia antiretrovirale deve essere garantita alle donne HIV gravide con il duplice obiettivo di curare l’infezione materna e di prevenire la trasmissione verticale. Qualsiasi decisione relativa alla terapia antiretrovirale deve essere effettuata dopo attenta discussione con la donna gravida e valutando i rischi ed i benefici dei diversi regimi disponibili. |
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| Ed è infatti grazie alle terapie antiretrovirali che il rischio di trasmissione materno-fetale si è ridotto al punto da spingere le donne HIV positive a compiere scelte di maternità consapevole per motivi non diversi da quelle delle donne HIV negative. |
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| Diventa inoltre di fondamentale importanza che la donna trovi, presso il centro che la segue, non soltanto una estrema disponibilità ma anche un percorso multisciplinare che coinvolga, oltre l’infettivologo, anche altre figure quali il ginecologo ed il neonatologo. |
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Coordinatori Scientifici |
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A.
d’Arminio Monforte
Clinica Malattie Infettive e Tropicali, Azienda Ospedaliera, Polo Universitario San Paolo, Milano
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G. Ippolito
Istituto Nazionale per le Malattie Infettive IRCCS Lazzaro Spallanzani, Roma
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Coordinatori di Area |
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Maternità e Gravidanza
G. Liuzzi
Istituto Nazionale per le Malattie Infettive IRCCS Lazzaro Spallanzani, Roma |
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Screening e Counselling
N. Orchi
Istituto Nazionale per le Malattie Infettive IRCCS Lazzaro Spallanzani, Roma |
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MST e Aderenza
A. Ammassari
Istituto Nazionale per le Malattie Infettive IRCCS Lazzaro Spallanzani, Roma |
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Tossicità
T. Bini
Clinica di Malattie Infettive e Tropicali, Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatra, Azienda Ospedaliera, Polo Universitario San Paolo, Milano |
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