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L’aderenza alla HAART nella donna HIV-positiva
L’aderenza alla HAART, ossia la capacità della paziente a correttamente assumere la terapia prescritta, costituisce un punto nevralgico dell’efficacia della terapia antiretrovirale. Deviazioni dall’aderenza ottimale si associano infatti ad un peggiore controllo virologico dell’infezione, ad un minore recupero immunologico e, in ultima istanza, ad un più elevato rischio di progressione di malattia. E’ noto che la non-aderenza agli antiretrovirali è un fenomeno multifattoriale, che include variabili legate alla paziente, al trattamento, al rapporto medico-paziente e alla struttura di cura.
Essendo in letteratura ancora contraddittori i dati che documentano una associazione tra non-aderenza e genere femminile, è fondamentale, a tal riguardo, fare alcune considerazioni metodologiche e strutturali. Molti degli studi che evidenziano differenze significative in termini di non-aderenza in relazione al genere sono stati condotti in sistemi di cura statunitensi dedicati al trattamento di popolazioni femminili fragili per ragioni psico-sociali. E’ dunque verosimile che situazioni di instabilità di tipo sociale, culturale, o psichica possano sottendere all’evidenza di minori tassi di aderenza nella popolazione femminile presa in esame. A conferma, nei principali studi di coorte europee che indagano in maniera sistematica l’aderenza alla terapia HAART, il genere femminile non è mai risultato essere significativamente associato ad una peggiore aderenza.
A fronte di ciò deve essere riconosciuto come, tra i due generi, possano essere diverse le motivazioni per l’aderenza sub-ottimale. Nella pratica clinica è indispensabile quindi, che l’identificazione dei comportamenti di non-aderenza tenga conto delle barriere più specifiche per la donna HIV-positiva indagando la corretta assunzione della terapia e le variabili ad essa connesse con domande mirate. Dall’integrazione delle informazioni ottenute con le conoscenze di letteratura possano essere derivati algoritmi gestionali della aderenza sub-ottimale alla HAART specifici per la popolazione femminile. Questi interventi di sostegno, volti a migliorare o a mantenere la corretta assunzione della terapia, devono essere caratterizzati da multidisciplinarità e multidimensionalità avvalendosi di professionalità diverse e agendo su problematiche legate alla paziente, al trattamento, al rapporto medico-paziente e alla struttura di cura.
 
Coordinatori Scientifici
A. d’Arminio Monforte
Clinica Malattie Infettive e Tropicali, Azienda Ospedaliera, Polo Universitario San Paolo, Milano
G. Ippolito
Istituto Nazionale per le Malattie Infettive IRCCS Lazzaro Spallanzani, Roma
 
Coordinatori di Area
Maternità e Gravidanza
G. Liuzzi
Istituto Nazionale per le Malattie Infettive IRCCS Lazzaro Spallanzani, Roma
Screening e Counselling
N. Orchi
Istituto Nazionale per le Malattie Infettive IRCCS Lazzaro Spallanzani, Roma
MST e Aderenza
A. Ammassari
Istituto Nazionale per le Malattie Infettive IRCCS Lazzaro Spallanzani, Roma
Tossicità
T. Bini
Clinica di Malattie Infettive e Tropicali, Dipartimento di Medicina, Chirurgia e Odontoiatra, Azienda Ospedaliera, Polo Universitario San Paolo, Milano
 
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